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Progetto per l’anno scolastico
2007-2008
La nostra esperienza in campo pedagogico
e didattico si è sviluppata e perfezionata in 26 anni di attività laboratoriali
in ambito scolastico. Le caratteristiche del nostro operare all’interno della
scuola pubblica sono state sempre conformi agli orientamenti attuali delle
didattiche specializzate a carattere innovativo, che hanno come presupposto la
perfetta integrazione tra “Esperti
esterni” e Docenti. I percorsi
esperienziali attuati, costituiscono un completamento dei Curricula scolastici,
all’interno del sistema delle discipline strutturate e dei Pof. L’Esperto in questo ambito opera come
collaboratore degli insegnanti introducendo nuove competenze, ampliando le conoscenze.
Anche quest’anno la nostra struttura, riconosciuta dal Ministero per le attività culturali e in possesso di tutti i requisiti di legge, si propone alla scuola primaria per collaborare alla realizzazione di programmi didattici che gli insegnanti vogliono attuare, avanzando alcune proposte a carattere tematico e metodologico che vi sottoponiamo nelle schede di seguito.
Queste proposte non sono esaustive rispetto alla trattazione di altri temi individuati e decisi dai docenti ed inseriti nei POF.
Siamo perciò disponibili a mettere a totale disposizione le competenze professionali dei nostri esperti nell'area espressiva, in particolare nelle esperienze di teatro realizzato con i ragazzi e in esperienze a carattere manipolativo e grafico pittorico.
1)
La fiaba e il teatro delle figure animate.
destinato alle
classi 2° e 3° della scuola primaria
2)
TRA STORIA
leggenda e fiaBA. IL TEATRO DELLE
FIGURE.
destinato alle
classi 3°, 4° e 5° della scuola primaria.
3) Conosci il Burattino? Burattini per giocare.
(percorso di breve durata sulla conoscenza del teatro delle figure)
destinato alle
materne e al primo ciclo delle primarie .
4) Giocare con il Teatro.
destinato
al primo ciclo e al secondo ciclo della scuola primaria.
5)
Homo faber,
manualità creativa e artigianato
Artistico.
destinato
al secondo ciclo della scuola primaria.
6 )
La TV
comè, come ci piacerebbe che
fosse
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Unità tematica N. 1
Il Teatro
dei Burattini e delle figure animate in genere, sta in questi ultimi anni
ritornando di grande attualità, sia come "spettacolo" rivolto
all'infanzia, che come strumento per didattiche specializzate all'interno della
scuola.
Questo
genere di teatro è un ottimale strumento educativo quando si coniuga con la
"fiaba".
La fiaba è
uno strumento contenitore di molteplici realtà e proiezioni fantastiche; è
percorso di iniziazione, è situazione esperenziale di ogni bambino, di oggi e
di sempre; è conquista di conoscenze e abilità; è superamento di paure. E' la
vita di ognuno di noi dopo il "distacco" dalle sicurezze della
famiglia, proiettata inevitabilmente verso il diventare adulti emancipandosi
dai grandi. E' la lotta in un mondo di draghi, streghe, lupi e altre cose che
qualcuno ha costruito per noi, e che noi dobbiamo continuamente combattere o
uccidere; ma non è solo questo, è qualcosa che abbiamo dentro di noi, come la
fantasia, che dobbiamo sollecitare e curare per non farla esaurire (o peggio,
piegare, soffocare, abbruttire, morire). Ed attraverso l'uso di questo
"terzo occhio dell’immaginazione" che noi riusciremo a capire meglio
la realtà.
Oggi i
bambini sono i più colpiti dalla presenza dei meccanismi omologanti dei mass
media; dalla bruttura e dalla negatività, sul piano dei valori, di certe
immagini; o peggio dal vuoto di comunicazione che gli adulti creano attorno a
loro.
Nella scuola
sono state già realizzate numerose esperienze riguardanti la fiaba, si è anche
lavorato con i burattini o pupazzi. Questo binomio è perfetto, può essere
riproposto come una
delle
fondamentali esperienze da far compiere ai ragazzi (programmi ministeriali) e
come ampliamento del bagaglio professionale degli operatori scolastici.
I burattini
sono importanti perché sono strumenti che agiscono impegnando tutta la sfera
comunicativa ed espressiva del bambino; sono una sua immagine speculare, dove
lui riconosce il proprio "essere corporeo". La figura umana viene
così reinterpretata trasferendo su questa tutte le possibilità comunicative,
talvolta inespresse nelle relazioni quotidiane.
La
"produzione verbale", il "drammatico teatrale" ... tutto il
complesso dei linguaggi, trovano una forma di espressione organica, sostenuti
dalla motivazione di animare una figura costruita direttamente.
Il gioco
dell'animazione infatti ha come fondamentale tappa, il gioco della costruzione.
La componente manipolativa dei materiali (spesso di recupero) per la
realizzazione della figura (burattino), è l'altro aspetto cardine di questa
didattica.
Questa forma
di teatro trova, rispetto alle altre, maggiore applicabilità nel contesto
scolastico, per la molteplicità degli strumenti e quindi per la sua
completezza.
Un aspetto
determinante, per una perfetta rispondenza al contesto curricolare, è
rappresentato dalla condizione che questa esperienza sia strettamente
agganciata ai programmi e conseguenze di una scelta interdisciplinare degli
insegnanti e, che questi, conducendo in prima persona il progetto, trovino con
gli operatori esterni (esperti) un raccordo che permetta loro di espletare la
specializzazione e il ruolo di consulenti. Il ruolo degli operatori di Tieffeu
è perciò eminentemente tecnico e di supporto culturale ad una realtà con
dinamiche proprie e una propria capacità gestionale.
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FASI Dl
ATTUAZIONE DEL PROGETTO
Per l'attuazione del progetto sono previsti tre momenti:
il primo di contatto preliminare e organizzativo, il secondo di attuazione
attraverso i laboratori, il terzo e conclusivo "lo spettacolo/saggio" di fine anno,
successivamente è prevista una
verifica.
Il progetto è stato suddiviso in 3 fasi
- Fase 1 laboratorio sulla fiaba
- Fase 2 laboratorio di costruzione di maschere, costumi, figure
- Fase 3 il teatro e il teatro di figura
Si realizzerà In laboratorio di 15 sedute di 2 ore ciascuna, con l'obiettivo: la prima fase riguarda la struttura della fiaba e il metodo per costruire ed inventare storie (Propp “Morfologia della fiaba” - Rodari –“Grammatica della fantasia”) attraverso conversazioni approfondite e tecniche gioco (con sussidi adeguati); la seconda ha come obiettivo la costruzione e l'uso di burattini, pupazzi, sagome ecc, ma anche la costruzione di maschere costumi e quanto di necessario per approntare azioni drammatiche. L'ultima fase è l'allestimento di uno spettacolo utilizzando le diverse tecniche teatrali che sono state scelte.
Il laboratorio si attrezzerà e funzionerà tenendo conto del livello di applicabilità delle tecniche teatrali o del teatro di figura.
L'esperienza
può strutturarsi come di seguito, apportando correzioni stabilite in base alle
diverse modalità operative concordate con gli insegnanti delle scuole
partecipanti.
FASE 1
Laboratorio sulla fiaba
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A) RICERCA E
ATTIVAZIONE DELLA MEMORIA INDIVIDUALE E DELLA CLASSE
-
racconto diretto
-
interviste - questionari - racconto
diretto
leggende del territorio
- racconto diretto -
interviste registrate, con questionario.
SCHEDA
QUESTIONARIO:
Chi era?
Dove era?
Cosa faceva?
Con chi (chi
era l’altro o chi erano gli altri)
Quando?
Perché?
Da dove
veniva?
Dove andava?
Cosa ha
detto la gente?
Come è
andata a finire?
B)
RICOSTRUZIONE DEL TESTO
1) Ricostruzione
integrale del testo con l’uso dei diversi materiali prodotti e delle diverse
possibilità comunicative (parola, disegni ecc.) introducendo il significato di
sequenza e il concetto spazio-tempo.
2)
Riracconto senza pretese di ricostruzione logica della struttura
spazio-temporale, facendo riferimento casuale ai materiali della memoria con
finalità manipolative del testo.
RIRACCONTO
ANIMATO
1) Con
suggestioni, visive e sonore, artificiali.
2)
Drammatizzazioni corporee, con evidenziazione di alcune tipologie
(buono-cattivo), in spazi strutturati come "luoghi fantastici".
3)
Gioco-dramma sulle situazioni della paura, della sicurezza - della scoperta
ecc.
MATERIALI PRODOTTI:
Cartelloni,
disegni, dipinti, sagome, ambienti scenografici, musiche.
C) ANALISI
DELLA STRUTTURA DEL RACCONTO
Struttura
spazio-temporale
TECNICHE
USATE: analisi e
destrutturazione del testo : -- Scomposizione del racconto in sequenze
- Fase
introduttiva - prologo
- Fase
centrale - apice
- Fase
finale - epilogo
La loro identificazione
- Colpo d'occhio
- Osservazione nel dettaglio - messa a fuoco (si avvicina - chi è?)
1) Aspetto
fisico descrizione dell'insieme corporeo (alto, basso, magro, grasso).
2) Come si
veste - dal vestito si coglie la classe sociale di appartenenza, il ruolo, il
sesso ecc.
3)
Particolarità evidenti: elementi peculiari che aiutano a identificare il
personaggio.
4) Carattere
- modalità comportamentali e relazionali
5) Il nome -
talvolta in relazione alla tipologia rappresentata
6) Il ruolo
- definito dal complesso degli elementi fisici e psicologici analizzati.
I LUOGHI
a) Lettura d'insieme
TECNICHE
USATE: LETTURA
ANIMATA tendente ad evidenziare la dimensione
- visuale -
senso-percettiva -
emozionale
b)
Comparazione con esperienze di vissuto personale relativo alla conoscenza di
quel luogo.
c) Analisi
del dettaglio e dei particolari significanti.
LE AZIONI
Causa
effetto del transito nel luogo, della permanenza e degli incontri - Interazioni
tra personaggi e modalità della comunicazione.
LE FUNZIONI
Identificazioni delle parti componenti fondamentali della fiaba, indipendenti
dall'identità dell'esecutore e dal mondo di esecuzione (Propp "Morfologia
della fiaba").
LE FUNZIONI IN
CHIAVE OBBLIGATA
Ricostruzione
della struttura della fiaba, evidenziando la sequenzialità obbligatoria delle
funzioni nella loro ragione antropologica, pedagogica e psicologica.
IL MOMENTO
FANTASTICO
L’identificazione
della componente fantastica come processo dì straniamento - estraendo la
vicenda delle azioni consuete (oggetto, luogo, fatto dove si concretizza
l'evento fondamentale della struttura.
Disegni,
ritratti, schede, carta di identità dei personaggi, illustrazioni dei luoghi.
D)
MANIPOLAZIONE DEL TESTO
Analisi e descrizione di alcuni elementi sia
fondamentali che marginali, usandoli come strumento per dilatare la storia
stessa.
TECNICHE
USATE:
Trasformazione di una fiaba in un'altra:
-
introduzione di un elemento nuovo in una fiaba nota
- Insalata
di favole
- Fiabe a
ricalco
- Lettura
sbagliata
- Fiabe a
rovescio
MATERIALI
PRODOTTI:
Nuove
storie raccontate, disegnate, drammatizzate.
E)
INVENZIONE Dl UNA NUOVA STORIA
- Carte in
favola
- giochi
con ritagli
- collages
in sequenze
- disegni
Invenzioni
usando le carte di Propp:
a) secondo
l'ordine delle funzioni
b)
stravolgendo l'ordine obbligatorio delle funzioni.
Testo e
testo illustrato, di una o più storie inventate.
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-
Approntamento di uno spazio laboratorio.
- Raccolta,
catalogazione e immagazzinaggio di materiali poveri e di recupero (vedi scheda)
-
Progettazione dei personaggi come conseguenza dello studio precedente sulle
diverse tipologie presenti nella
fiaba.
Progettazione
e costruzione:
la testa
il corpo
Il costume
- Diverse
tipologie: burattini - marionette - pupazzi - marottes - sagome - sagome articolate
- sagome per ombre cinesi.
TECNICHE
USATE:
-
assemblaggio
- carta
collata
-
gommapiuma
- tecniche
miste
Si
costruiranno figure di facile realizzazione praticabili dai ragazzi.
FASE 3 -
Il teatro e il teatro di figura
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A)
Scrittura
scenica in orizzontale con schemi grafici che esemplificano la disposizione
delle sequenze (scene) In senso temporale che permette di agire in avanti o dl
tornare indietro
TECNICHE
USATE:
LA
SCRITTURA SCENICA
Schema di
partitura teatrale:
SCENA 1 SCENA 2 SCENA ecc.
Titolo della scena - Luogo -
Personaggi - Azione: cosa fanno. cosa dicono -tempo reale /Tempo di scena
NARRAZIONE O VOCE FUORI SCENA
Non si
scriveranno i dialoghi (battute) ma soltanto un canovaccio che specifica
l'argomento della discussione: X
ha detto questo, Y ha risposto questo.
La forma
compiuta del dialogo sarà basata sull'improvvisazione al momento dell'azione in
scena.
TECNICHE
USATE:
IL
CANOVACCIO il canovaccio è lo
schema essenziale della commedia, già suddiviso in scene ed atti, ma come
scarnificato delle parole, delle battute degli attori. Una traccia che consente
ai partecipanti alla rappresentazione teatrale di sapere con esattezza quando
devono entrare od uscire di scena, il « succo » di ciò che devono dire, ma che
li lascia liberi di improvvisare volta per volta i loro interventi.
* Questa
tecnica permette maggiori possibilità espressive, raggiunge i livelli del gioco
basandosi sulla naturalezza del linguaggio.
B) LO SPAZIO
SCENICO
La
conoscenza del teatro, come luogo e come funziona la sua meccanica.
TECNICHE
USATE:
La
scenografia e la scenotecnica
MATERIALI
PRODOTTI:
- fondali
dipinti
- sagome di
primo piano
- oggetti
di scena
- Gli
artifici teatrali :
-
realizzazione di semplici trucchi.
- Il
teatrino a scuola: realizzazioni di spazi provvisori per il teatro.
C)
- Struttura
della rappresentazione e rudimenti di drammaturgia e di regia
TECNICHE
USATE:
DRAMMATIZZAZIONE
E ANIMAZIONE
- I
caratteri (ogni personaggio si caratterizza in un certo modo)
- La
dizione (gioco delle voci, il lupo, la bambina; il cattivo, il buono)
- Tecniche
di animazione delle figure.
LA TECNICA
DELLA ANIMAZIONE:
Si useranno
materiali non strutturati, quali: due patate infilate in un dito che diventano
un lui e una lei. Ben sintetizza i passaggi necessari possibili in una
struttura teatrale semplice, senza recitato (muta) mettendo in evidenza
l'interazione tra i due personaggi in una "storia" in 6 fasi,
riprendendo i rudimenti di una tecnica animatoria in uso nella tradizione.
L'esempio
sotto descritto viene indicato per far comprendere l'importanza della
"animazione" capace di dare vita a qualsiasi cosa e il ruolo delle
mani nel "meccanismo" della rappresentazione, a questo vanno aggiunte
le voci impostate a seguito di uno studio sulla tipologia dei personaggi.
FASE
FINALE: LO SPETTACOLO
Dopo un
certo numero di sedute (prove), si rappresenterà uno spettacolo realizzato dai
ragazzi, questo sarà il prodotto finale del laboratorio. Tale fase è molto
importante perché premia l'impegno di un anno di lavoro, mettendo a confronto
l'esperienza del gruppo (classe) con altre classi invitate o con i genitori.
Quindi è una "comunicazione" che offre un prodotto teatrale, che va
al di là di questo, proponendo tutto il percorso di lavoro attraverso una mostra
di disegni, di cartelloni, di foto, di video ecc
E'
fondamentale questa occasione, anche e soprattutto per misurare i progressi
raggiunti dai ragazzi sul piano della espressione e della capacità di
linguaggio. E comunque è un importante momento di socializzazione e di
comunicazione rivolta all’esterno.
Unità tematica n.2
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IPOTESI Dl DlVERSIFlCAZIONE DEL PROGETTO PER IL 2° CICLO
DELLE PRIMARIE
Fasi
dell'intervento
Fase - 1
- La mia
storia - la storia della mia famiglia
- la mia
casa, la mia città, il mio quartiere
- la storia
ufficiale (conosciuta)
- le
leggende - il racconto popolare
- la
storiografia minore
- una storia
inventata ambientata nella storia ufficiale.
Fase - 2
L'intervento
comprende:
a)
progettazione di un personaggio storico (minore), come proiezione fantastica del
ragazzo in un tempo storico (x) - identificazione - proiezione - transfert.
b)
Laboratorio di costruzione di marionette grandi
c) Studio e
invenzione di "storie nella storia", seguendo canoni filologici di
luoghi - spazi, attraverso un gioco di animazione a vista.
d)
Realizzazione di una partitura teatrale.
e) Messa in
scena di uno spettacolo di figure. Il lavoro si svolge alla stessa maniera del
progetto relativo alla fiaba, la differenza riguarda soltanto la possibilità di
combinare elementi della storia con elementi della fantasia.
Unità tematica n.3
CONOSCI IL BURATTINO E IL TEATRO DELLE FlGURE
INTRODUZIONE
ALLA CONOSCENZA DEL TEATRO DE BURATTINI
N. 3 SEDUTE COSI’ STRUTTURATE:
1 ) “La
forma prende vita tra le mani".
Incontro tra
lo spettacolo e la dimostrazione di tecniche costruttive di laboratorio
condotto direttamente da Mario Mirabassi. Le modalità dell'intervento sono
quelle dell'evento teatrale animatorio, molto frizzante e coinvolgente; un
personaggio sommerso da materiali di recupero costruisce a vista figure e
teatrini con tecniche elementari e di rapida attuazione. Con questi, improvvisa
scenette, trasmettendo ai ragazzi gli elementi di base per conoscere il Teatro
di Figura. Gioca con i materiali realizzati dando vita ai personaggi e con
questi a brevi storielle.
2)
Laboratorio di costruzione di figure con tecniche elementari condotto con i
ragazzi, utilizzando materiali poveri e di recupero.
Questo
laboratorio permette di sperimentare concretamente possibilità costruttive
indicando modalità ripetibili ovunque, senza ausilio di particolari
attrezzature. E' un intervento molto stimolante e creativo e ha come obiettivo
la realizzazione di burattini e teatrini da parte dei ragazzi.
3) Il gioco
dell'animazione delle figure e lo spettacolino realizzato dai ragazzi.
Questo intervento chiude il ciclo delle sedute
e propone ai ragazzi le tecniche di animazione utili a dare vita a spettacolini
con le figure da loro realizzate.
Questo
progetto si prefigge lo scopo di
soddisfare le numerose domande provenienti dalle scuole, e dare risposta a chi
è interessato a percorsi laboratoriali
di breve durata.
introduce il mondo del burattino e delle
Figure in genere, lo fa conoscere nel contesto delle sue applicazioni
didattiche non è impegnativo per gli insegnanti. L'obiettivo primario è quello
di muovere l'interesse per questa forma d’arte, molto amata dai ragazzi e di
fornire elementi conoscitivi rispeto alle tecniche, che possono essere
utilizzate in un secondo momento per esperienze autogestite, condotte dagli
insegnanti.
Chi partecipa a questa esperienza, getta anche
un ponte per una possibile futura adesione al progetto organico annuale “
GIOCARE
CON IL TEATRO
Laboratori di gioco teatrale
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Lo scopo del
nostro Laboratorio permanente è stato sempre quello di far riappropriare al
bambino tutti i linguaggi espressivi e creativi, introducendo nella scuola
ambiti di globalità espressiva e comunicativa che consentano di ampliare le
strutture curriculari.
L’espressione
teatrale, concepita come esperienza globale è la più’ affine al bambino
per alcune ragioni:
1) tale
forma attiva di raffigurazione, attuata per mezzo del proprio corpo, risponde
bene alla natura motoria dell’immaginazione infantile.
2) Il Dramma
fondato sull’azione compiuta dal bambino stesso, collega in modo quanto mai
stretto la creazione artistica all’esperienza personale.
Le
impressioni provenienti dalla realtà circostante sono recepite e concretizzate
dal bambino in forma imitativa (il far finta di essere, imitare un animale, una
macchina o una persona gli procura molta soddisfazione)
3) Un’altra
ragione (collegata alle altre) che rende affine la forma drammatica all’animo
del bambino, è lo stretto legame di questa con il gioco .
Il gioco
tutti i pedagogisti concordano nel dire che è la radice di ogni apprendimento e
quindi di ogni creazione infantile. Il gioco della drammatizzazione è
sincretico al massimo, cioè racchiude in se tutti gli elementi delle diverse
forme d’arte, in questo consiste il grande valore che ha per i bambini la rappresentazione
teatrale.
Alcuni
pensano che l’attività teatrale svolta
in tenera età suscita la vanità e l’artificiosità. Questo pericolo esiste solo
se il teatro infantile riproduce quello dei grandi, ma se i testi sono scritti
dai bambini stessi o meglio ancora se vengono improvvisati, non sussiste questo
pericolo.
Intorno alla
creazione teatrale confluiscono i più’ vari aspetti della creazione infantile
da quello figurativo a quello letterario, drammatico, motorio, è sincretica
dunque perché le distinte forme d’arte non sono separate e specializzate ma
confluiscono in un’ arte totale.
E’ inutile
dire che il testo teatrale dello spettacolo finale può essere benissimo
agganciato all’attività curricolare è quindi un mezzo importante per suscitare
l’interesse del bambino ai programmi ministeriali.
GIOCARE CON IL TEATRO
Il laboratorio si sviluppa soprattutto nelle dinamiche del gioco, con al
centro diverse attività di drammatizzazione, ma ha anche lo scopo di far
misurare i ragazzi con le fasi dell’allestimento teatrale, proponendo l’intero
percorso (dal testo alla messa in scena).
L’obbiettvo centrale del lavoro è l’approccio al teatro professionale,
gettando le basi per una sua conoscenza; non solo necessaria per definire gli
ambiti della sua globalità espressiva,
(vissuta nel gioco e proiettata oltre) ma fondamentale per ampliare la
cultura teatrale dei ragazzi .
Il laboratorio si struttura in
diverse fasi:
a) La propedeutica, la
drammatizzazione- giochi di improvvisazione teatrale
b) Dal testo letterario al testo teatrale,( sua morfologia), l’arte di
inventare storie, il testo
teatrale realizzato dai ragazzi, la sceneggiatura, il canovaccio
c) La struttura della rappresentazione, la drammaturgia - la scrittura
scenica - la partitura teatrale
d) L’allestimento teatrale (messa in scena), la regia, l’organizzazione e
la comparazione dei linguaggi, la presenza scenica e l’azione teatrale, le
diverse tipologie attorali, la voce e la recitazione, lo spazio scenico- la
scenografia, il costume teatrale e l’oggettistica, la colonna sonora
e) Le prove
f) La rappresentazione teatrale
finale
La fase finale è molto interessante perché mette in campo attività
laboratoriali di tipo costruttivo relativamente alla realizzazione delle
scenografie, alla pittura di scena, alla realizzazione di maschere, di oggetti
di scena, di costumi e del trucco. Molto interessante l’esperienza relativa
alla realizzazione dei cosiddetti giochi di finzione o artifici teatrali.
Il tutto verrà realizzato con materiali poveri e di recupero, facilmente
reperibili ovunque.
Alla fine del laboratorio si
allestirà uno spettacolo realizzato dai ragazzi partecipanti .
Unità tematica n. 5
HOMO FABER
LABORATORIO DI
MANUALITA’ CREATIVA E DI ARTIGIANATO ARTISTICO
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Il
laboratorio strutturato con sussidi specializzati, allestiti a seguito di una
esperienza decennale nel campo, ripercorre le attività creative umane, fin dalle sue origini,
attingendo alle varie culture del pianeta. Le attività che si svolgono sono
state pensate per essere praticabili dai bambini, in quanto si privilegia il
risultato creativo piuttosto che l’impianto tecnico. Le attrezzature che
utilizzeremo sono estremamente semplici e al contempo riescono a dar luogo a
risultati di significativo livello artistico.
L’uomo
fabbricatore è il primo artigiano della storia, le sua abilità e gli strumenti
che ha realizzato per dare vita ai suoi
prodotti sono ancora oggi un riferimento per esperienze di approccio facile e
intensamente creativo.
Ogni attività prevede una fase di ricerca e di acculturazione e una
fase di laboratorio, che può essere
allestito in qualsiasi luogo con le attrezzature e i materiali messi a
disposizione dalla nostra organizzazione.
- Un mondo
di immagini (segni, forme, colori ( quali sono e dove sono)
- Catturiamo
le immagini dei muri della città, dei giornali, ecc.
-
Recuperiamo vario materiale stampato (il giornale che legge il babbo, la
rivista che legge la mamma, ecc.).
-
Cataloghiamo i diversi materiali in base alle sue caratteristiche (formato,
preponderanza dell'immagine o del testo ecc.).
-
Selezioniamo (insiemi)
- ritaglio,
collage
- le parole,
le immagini i colori, le parole grandi e le parole piccole, ecc. (cartelloni).
- L'immagine
e la sua riproduzione (parole uguali, figure uguali, manifesti e riviste
uguali).
- La stampa
(è possibile riprodurre un'immagine tante volte).
- Esperienza
con la fotocopiatrice.
- Visita ad
una tipografia (esperienza diretta guidata da un tipografo) - primo approccio
con le tecniche e con le macchine.
-
Organizziamo nell'aula una nostra tipografia, con materiali autocostruiti -
esperienze di stampa povera; giochi di impressione con le dita, con le parti
del corpo e con materiali naturali e di recupero - tamponi - mascherine -
stampini - il monotipo: frottage, eliografia.
- Il
positivo e il negativo - incisione.
- La stampa
con il torchio (forme elementari di incisione stampati con una bottiglia, un
mattarello, torchi autocostruiti e torchi) - calcografia - xilografia -
calcoimpressione.
- Utilizzo
di questa esperienza (finalizzazione) - il manifesto - il giornalino - la
decorazione
- Dov’è la terra (uscita alla sua ricerca)
- Osservazione e
prelievo
- Analisi tattile e
sensoriale
- Catalogazione delle
terre, raccolta in base alle diverse caratteristiche (terra, sassi ghiaia, malta, argilla) - varie fasi di
manipolazione
- L’argilla - analisi
delle sue caratteristiche (plasticità).
- Prime esperienze di libera
manipolazione( manipolare, creare, distruggere, rifare)
- Appropriazione del
materiale (dall’informale alla forma intenzionale)
- La scoperta della
tridimensionalita’ ( il gioco della pallina) - varie fasi di impressione di
forme e oggetti su piastrella - aggiungere o togliere (il baso e l’alto
rilievo)
- Dalla pallina di
argilla al contenitore
- Il colombino
(forgiatura) - realizzazione di un recipiente rudimentale
- Altre tecniche di
realizzazione (stampa, calco, colaggio)
-L’essiccazione - la decorazione
(pittura ceramica)
- La cottura ( muffole
rudimentali autocostruite - forno)- la magia del fuoco.
Modellazione libera di
forme elementari - forma base con composizione - alto rilievo - basso rilievo -
stampa di forme e oggetti (impressione ) .
Tecniche artigianali :
vaso a colombino - recipienti costruiti con uso di calchi vari - modellazione di moduli e di forme diverse .
Decorazione, pittura,
ceramica - cottura.
La fase della cottura
proporrà un uso diverso e sperimentale del fuoco, ripercorrendo antiche
tecniche di cottura proprie del modo primitivo,
si costruiranno muffole e forni con terra refrattaria.
Per un
discorso compiuto sulla cottura si cercherà collaborazione con una
azienda artigiana locale.
FASE
PROPEDEUTICA:
Giochiamo a
intrecciare fili e materiali diversi; fili, corde, fibre naturali, materiali di
recupero - tecniche di intrecci elementari e senza telaio.
TECHICHE
ARTIGIANALI
orditura -
rimettaggio - tessitura - tecniche varie - garza - tappeto - ecc.
TELAI:
si
costruiscono vari telai utilizzando materiali di recupero e di semplice
realizzazione.
TINTURA
NATURALE:
si
reperiranno vari materiali vegetali ecc utilizzando tutte le possibilità di
colorazione offerte.
Alla fine
del laboratorio si allestirà un mercatino rivolto ai genitori e al quartiere.
Il mercatino sarà realizzato con vere bancarelle messe a disposizione dalla
nostra organizzazione, si ricreerà il lima dei mercati con musiche e
saltimbanchi ed imbonitori. I ragazzi potranno vendere i loro prodotti, il
ricavato spesso viene utilizzato per acquistare materiali didattici o viene
devoluto in beneficenza.
Unità tematica n.6
“LA TV COM'E'
COME
COME CI PIACEREBBE CHE FOSSE”
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OSSERVAZIONE E CONTROLLO DEI PROGRAMMI TELEVISIVI, E DEI PALINSESTI
SMONTAGGIO E RIMONTAGGIO
LABORATORIO RIVOLTO ALLE CLASSI Iv
, V E ALLA SCUOLA MEDIA
E’ di necessaria importanza, per chi si occupa dell'infanzia, affrontare
il problema TV, perchè è un fondamentale strumento pedagogico e didattico, che
purtroppo viene usato esclusivamente
da chi ha sempre detenuto gli strumenti di informazione come mezzo di
controllo e di "fabbrica del consenso".
Tutte le potenzialità positive di strumento pedagogico vengono male
utilizzate, è invece sempre più simile alle previsioni di Orwel. Il bambino è
la prima vittima di questo potente mezzo, ne elenchiamo i motivi anche se sono
dati ormai acquisiti da tutti:
1°) E’ il fruitore maggiore che passa più ore davanti al video, sia a
livello inerziale, (mentre fa i compiti,
o mentre gioca, mangia...) che partecipativo. Per i più piccoli
2°)
3°) Il bambino è in una età
evolutiva, quindi con una personalità in formazione e i contenuti
dell'educazione televisiva sono: - spettacoli di violenza ai quali i bambini
dimostrano di abituarsi presto, perché entrano nel quotidiano e perché sono
incapaci di distinguere il reale dalla finzione. Questi spettacoli agiscono sul
comportamento perché vengono proposti da super-eroi "positivi” e il
messaggio esplicitativo è che la violenza è lo strumento principale per il
trionfo del bene sul male.
Favorendo l'identificazione con il
modello aggressivo, questa connotazione di valore ne garantisce l'efficacia.
4°) I bambini sono ancora più vittime anche della pubblicità che con i
suoi stacchi impedisce una concentrazione superiore a 15 minuti, per non
parlare poi dell'induzione al consumi.
5°) Non ci inoltriamo nell'analisi dei messaggi sublimali, perché
richiederebbe troppo tempo, però è certo che sono presenti in varie forme
anche se si è dichiarata la loro illegalità (perchè agiscono nella sfera
inconscia, quindi anche con l'ascolto inerziale.)
Questa elencazione anche se è una somma delle problematiche negative
offerte dal
Il nostro approccio quindi non si limiterà all'analisi del fenomeno, con
tutti gli aspetti negativi, ma sarà anche positivo per un utilizzo positivo del
mezzo, per scopi realmente educativi, per far si che il bambino venga aiutato a
usare il mezzo, invece di essere usato; usandolo non solo capirlo ma esprimersi
con esso, quindi acquisire uno strumento che allarga le sue possibilità
comunicative ed espressive.
Ci sono molti modi di affrontare
fatta da noi)
Affronteremo: Pubblicità- Soap-opera (tele-novele) - Cartoni animati -
Informazioni - Attualità - Telegiornali - Informazioni-spettacolo - programmi
di approfondimento di problemi attuali
Paragone tra TV e giornali:
Televisione
Giornali
diversi sono i fruitori
raggiunge più persone
pubblico più selezionato
diversi sono i modi di fruire
ascolto partecipe
pubblico più partecipe
ascolto inerziale
diversi sono i linguaggi
visivo verbale
(memo immagini) scritto
diversa e l'efficacia
più potente
Perchè
La comunicazione televisiva si sa che è una comunicazione a senso unico,
infatti emittente e ricevente non si alterano come in una normale
comunicazione. Oggi sempre più
Uso positivo - stabilire contatti diretti - comunicare nei due sensi
Telefono
Uso negativo - sistema di controllo
Analisi delle trasmissioni di informazione-spettacolo
“Villaggio globale” -
Materiali: Proposta di fissare per iscritto il lavoro svolto
sull’informazione.
- Analisi di una puntata di "beautiful con fermo immagini e
meccanismi di feedback.
Racconto dell'attività svolta sul serial "Beautitul" - o altro
Analisi dei luoghi e dei personaggi.
Paragone tra serial e film di impegno sociale Riflessioni sulle
motivazioni che inducono a produrre l'una o l'altra opera, differenza tra TV
private e TV di stato. Proposta di proiettare a scuola "Felipe ha gli
occhi azzurri" e analizzare il genere telefilm.
Proposta di realizzare un cartellone che visualizzi le realizzazioni fra
personaggi di Beautiful (sistema delle frecce), per capire il meccanismo su cui
viene costruita la storia.
Materiali: Proposta fatta ai bambini di inventare ciascuno una puntata di
Beautiful.
Dopo l’analisi (
I bambini lavorano divisi in tre gruppi, mescolando le classi. In seguito
un quarto gruppo si formerà per rappresentare il telegiornale e per presentare
i programmi.
1) Il primo gruppo si occupa dei cartoni animati, costruendo sullo schema
''dell'insalata di favole" un' "insalata di cartoni animati.
Inventeranno dei luoghi
2) Il secondo gruppo si occupa del serial Beautifull - o altro. Dalle
puntate inventate dai bambini è emerso
Beautiful come la vorremmo (critica) i bambini preparano una scheda di alcuni
personaggi, giocando ad esagerarele caratteristiche cogliendo il lato debole di
ognuno.
3) Il terzo gruppo si occupa della pubblicità. Elenco degli spot
trasmessi in questo periodo.
Analisi di alcune pubblicità:dove si svolge l'azione (luogo) quando
(tempo) Personaggi (cosa fanno e cosa dicono) quali oggetti vengono usati.
4) Ultima opzione che interesserà il successivo gruppo da costituire:
L'analisi di un telegiornale.
L'obbiettivo e capire come si comunica una notizia, quali notizie si
scelgono
- su quale argomento.
Considerazione finale dei bambini: i telegiornali comunicano solo notizie
brutte, e parlano di cose lontane.
- Facciamo un telegiornale ottimista, che comunica i fatti della nostra
classe, della famiglia, del quartiere.
FASE FINALE
REALIZZAZIONE Dl UNO SPETTACOLO UTILIZZANDO
TECNICHE TEATRALI MISTE
Lo spettacolo si svolge rappresentando una
giornata tipo di una famiglia.
Analizzando il nostro rapporto con la televisione, si evidenzia il suo
ruolo preponderante nella nostra vita. Nel proporre lo spettacolo teniamo
presente I'idea che vogliamo suggerire "
Un gruppo drammatizzerà Beautiful. Dopo aver analizzato questo serial,
anche comprendendo come avviene l'ideazione, costruendo una loro puntata, i
bambini inventano un finale ironizzando sui personaggi, che non vivono più in
quel mondo così lontano dalla realtà ma sono più brutti e invecchiati fanno una
vita comune.
Un'altro gruppo analizzerà un cartone animato, mescolando personaggi di
cartoni animati diversi e nata una storia che è "un'insalata" di
cartoni. La tecnica scelta per la realizzazione dei personaggi è quella delle
sagome di cartoni che si muovono con bastoncini, fissando le parti mobili con
fermacampioni.
Il terzo gruppo si occuperà della pubblicità. Dopo aver compreso i
meccanismi psicologici su cui i persuasori fanno leva, e avendo individuato in
alcuni spot qual'è il messaggio nascosto (tutti quelli che usano il tal
prodotto sono belli, ricchi, hanno successo), i bambini giocano a capovolgere
le situazioni. Gli spot saranno realizzati con pupazzi di gommapiuma e con
animazione di grandi oggetti. In questo nostro palinsesto riappaiono in ritmi e
frequenze diverse, tutte le esperienze analizzate e successivamente
"drammatizzate". Lo spettacolo con una gran confusione di suoni e
immagini che prendono il sopravvento sullo spettatore - SILENZIO (il
televisore si spegne) Il padre racconta una fiaba al proprio figlio - FINE.
struttura organizzativa
Anche
quest’anno il servizio verrà offerto a tutti i Circoli didattici del Comune di
Perugia e le esperienze si
svolgeranno prevalentemente in ambito curriculare.
Per qualificare ulteriormente la
nostra presenza nella Scuola Elementare, si ridurranno gli interventi di lungo
periodo nei plessi scolastici (progetto annuale - 15 sedute) intervenendo su n.
8 situazioni, con l’obbiettivo di accentuare il carattere sperimentale dei
progetti stessi e la loro rispondenza ai curricula scolastici, confermando le
modalità interdisciplinari, selezionando le adesioni sulla base di una piena
rispondenza ai contenuti e alle metodologie
stabilite. Riaffermando il principio che i progetti proposti hanno solo
un contenuto tecnico-didattico e che le modalità di svolgimento saranno
conformi alle programmazioni attuate dagli insegnanti nelle diverse strutture.
Il
progetto è proposto anche per le Scuole Materne perugine.
Nelle strutture scolastiche
opererà una équipe diretta da Mario Mirabassi formata da 4-6 esperti, che
utilizzeranno strumentazioni specializzate in dotazione al laboratorio.
La particolarità della struttura
consente di trasferire parte dei sussidi e dei materiali, direttamente nelle
scuole ove si svolgono le esperienze labortoriali; spesso i vari plessi non
sono sufficientemente dotati di attrezzature e spazi organizzati, pertanto le
attività sono state progettate per essere realizzate in una normale aula
scolastica..
MODALITÀ DI
ACCESSO AL PROGRAMMA 2007-2008
DEL
LABORATORIO PERMANENTE PER ATTIVITA’ ESPRESSIVE
Le modalità di accesso ai programmi
sopra citati sono le stesse per tutte le unità tematiche proposte .
Si può aderire alle proposte del Laboratorio
permanente territoriale con diverse modalità e con diverse forme di coinvolgimento
delle classi e degli insegnanti:
a) PROGETTO
ANNUALE DI LUNGO PERIODO
della
durata di un anno, in n. 15 sedute, con
prodotto finale (spettacolo, mostra, altra comunicazione)
b) PROGETTO
ANNUALE DI BREVE DURATA, realizzato in
n. 3 incontri finalizzato alla realizzazione di un progetto condotto
prevalentemente dagli insegnanti con la consulenza e il sostegno laboratoriale
degli esperti del laboratorio permanente.
c) PROGETTI ANNUALI
A CARATTERE SPERIMENTALE, della durata di un anno in
n. 15 sedute,
con prodotto finale; questi progetti, i
cui contenuti e modalità sono stabiliti con gli insegnanti,
rappresentano talvolta approfondimenti o varianti delle proposte del
Laboratorio Permanente.
d) PROGETTO
SPECIALE “BURATTINI IN OSPEDALE”, della durata di 10 incontri, si rivolge
esclusivamente allo spazio didattico della sezione di Pediatria Oncologica
dell’Ospedale “Silvestrini” e presso il
reparto pediatrico del Policlinico di “Monteluce”.
e) VISITE ALLA MOSTRA PERMANENTE DI BURATTINI E MARIONETTE DI
TIEFFEU, le visite sono rivolte
alle classi che ne fanno richiesta e si svolgono presso la sede di via del
Castellano n. 2-A, nell’arco di una mattinata ( Opzione non convenzionata)
f) SERVIZI DI DOCUMENTAZIONE ED INFORMATIVI
OFFERTI AGLI INSEGNANTI
Su richiesta
si forniscono : Pubblicazioni, articoli , video, e altri sussidi.
(opzione non
convenzionata)
INCONTRI PRELIMINARI CON GLI INSEGNANTI CHE HANNO ADERITO AI PROGETTI
Queste sedute si svolgeranno presso la sede del Laboratorio Permanente o
presso la sede scolastica, ed avranno
come obbiettivo l’omogeneizzazione del metodo, fornendo agli insegnanti
elementi conoscitivi di tecniche operative, ampliando le loro conoscenze.
Questa fase è fondamentale per definire un percorso comune e per
integrare in modo adeguato le competenze dell’esperto esterno alla
programmazione scolastica.
Il ruolo dell’esperto sarà di collaboratore didattico e di consulente,
esaltando il ruolo centrale dell’operatore scolastico.
Questo è maggiormente importante nella conduzione di esperienze in ambito
curricolare ed interdisciplinare.