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“IL SOGNO DELL'OMBRELLAIO”
Spettacolo di attori e figure di Mario Mirabassi Con: Marco Castellini, Giancarlo Vulpes
Figure e scene: Ada Mirabassi Costumi: Lorenza Menigatti, Giacomo Cova Regia: Mario Mirabassi
E’ uno spettacolo che combina più linguaggi dove la componente teatrale si compenetra con l’elemento visivo.
L’originalità dello spettacolo deriva dall’uso di numerosi ombrelli dipinti, usati per trasformare continuamente lo spazio scenico e dalla presenza in scena di grandi figure nella consolidata esperienza di Tieffeu. La storia E' la storia di un ombrellaio girovago, una di quelle figure che non esistono più, che all'imbrunire arrivato in prossimità di un paese esibisce la sua merce speciale. Incontra uno strano violinista che come lui ha scelto di vivere in solitudine, gli propone ombrelli che servono a tutt'altro che a ripararsi dalla pioggia, che invece sta cadendo abbondantemente. Attraverso i suoi ombrelli si può realizzare qualsiasi sogno.
In questa notte fredda i due, scaldandosi davanti al fuoco, diventano amici. La prima storia che racconta l'ombrellaio davanti alla sua casa fatta con grandi ombrelli si ispira al falò che ha acceso per scaldarsi e racconta di come gli abitanti di un paese costretti a vivere al freddo e nelle tenebre si impossessarono del fuoco. Il fuoco lo custodiva gelosamente uno strano personaggio che viveva sulla cima di una collina scoscesa e l'unico modo per arrivare lassù era volare e allora gli abitanti si trasformarono in uccelli e volarono, volarono verso la sua dimora. Il più piccolo di tutti, un colibrì, entrò nella casa del malvagio e si avvicinò così tanto che gli si incendiò la coda. E così, volando disperatamente verso il paese, si posò su un albero secco che si incendiò, allora gli abitanti del paese, staccando i rami, si impossessarono del fuoco, e in un secondo tempo impararono anche ad accenderlo.
La dolcezza di questa notte stellata viene interrotta da grandi mascheroni che irrompono nel loro bivacco, trascinando i due in una festa di carnevale che si sta svolgendo in paese.
La mattina dopo, al risveglio, mentre sorge il sole, l'ombrellaio racconta la storia della luna del sole e di chicchirichì. Un tempo nel cielo vivevano insieme la luna il sole e..un gallo. Il gallo cantava sempre in onore alla meravigliosa luce del sole. La pallida luna era invidiosa e un giorno quando il sole se ne andò a compiere il suo giro intorno alla terra la luna pretese che chicchirichì cantasse per lei, il gallo si rifiutò e fu da lei scacciato sulla terra. Quando il sole tornò si arrabbiò molto e punì la luna costringendola a vivere per sempre nell'oscurità. Da quel momento nacquero il giorno e la notte e al sorgere del sole il gallo canta
In questa dimensione bloccata nel tempo e surreale dove la luna spettatrice delle vicende umane si rispecchia nel mare il violinista racconta la storia di Arianna, svelando il senso della sua vita solitaria. Lui era amato da una bellissima fanciulla, però amava troppo la sua musica e girovagare e sfuggiva a questo amore. (pausa con musica) Un giorno sentì un forte richiamo che veniva dal profondo del mare. Era Arianna che lo chiamava disperatamente e allora corse a salvarla.
La luna, sempre in cielo, continua a nutrire i sogni e i ricordi dei due. E quando diventa rossa rammenta all'Ombrellaio un'altra storia. La storia di un re avido che voleva possedere la luna per collezionarla insieme alle numerose meraviglie che già aveva. Il re coinvolse l'ombrellaio in questa sua stralunata impresa e lui costruì con i suoi ombrelli un gigantesco arcobaleno ma (pausa) non riuscendo ad arrivare fin lassù l'obbligò a togliere il 1° ombrello su cui poggiava l'arcobaleno e...
I racconti di questa particolari esperienze continuano ma vengono interrotti da un assordante rumore che arriva da lontano. Cosa sarà? Il loro stupore cessa quando una musica festante annuncia l'arrivo al paese del circo. E i due amici iniziano a giocare ad essere protagonisti di un loro piccolo spettacolo. E allora si divertono a diventare clown, giocolieri, acrobati ma di nuovo il rumore incombe interrompendo il loro gioco infantile, e spingendo l’ombrellaio ad abbandonare quel luogo riprendendo il suo giro di paese in paese. Il violinista decide di rimanere, e allora i due amici si salutano e l’ombrellaio gli lascia in dono tre magici ombrelli con i quali potrà di nuovo, forse, tornare.
Se un giorno per caso incontrate un uomo buffo, con i suoi ombrelli, cercate di parlargli e così scoprirete che attraverso un semplice ombrello si possono concretizzare i sogni più impossibili
ESIGENZE TECNICHE Spazio scenico: m 7 (larghezza) X 6 (profondità)- altezza m.3,50 Corrente: 10 kw con presa pentapolare 380 32 AMP
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