Unità tematica N. 1
Il Teatro
dei Burattini e delle figure animate in genere, sta in questi ultimi anni
ritornando di grande attualità, sia come "spettacolo" rivolto
all'infanzia, che come strumento per didattiche specializzate all'interno della
scuola.
Questo
genere di teatro è un ottimale strumento educativo quando si coniuga con la
"fiaba".
La fiaba è
uno strumento contenitore di molteplici realtà e proiezioni fantastiche; è
percorso di iniziazione, è situazione esperenziale di ogni bambino, di oggi e
di sempre; è conquista di conoscenze e abilità; è superamento di paure. E' la
vita di ognuno di noi dopo il "distacco" dalle sicurezze della
famiglia, proiettata inevitabilmente verso il diventare adulti emancipandosi
dai grandi. E' la lotta in un mondo di draghi, streghe, lupi e altre cose che
qualcuno ha costruito per noi, e che noi dobbiamo continuamente combattere o
uccidere; ma non è solo questo, è qualcosa che abbiamo dentro di noi, come la
fantasia, che dobbiamo sollecitare e curare per non farla esaurire (o peggio,
piegare, soffocare, abbruttire, morire). Ed attraverso l'uso di questo
"terzo occhio dell’immaginazione" che noi riusciremo a capire meglio
la realtà.
Oggi i
bambini sono i più colpiti dalla presenza dei meccanismi omologanti dei mass
media; dalla bruttura e dalla negatività, sul piano dei valori, di certe
immagini; o peggio dal vuoto di comunicazione che gli adulti creano attorno a
loro.
Nella scuola
sono state già realizzate numerose esperienze riguardanti la fiaba, si è anche
lavorato con i burattini o pupazzi. Questo binomio è perfetto, può essere
riproposto come una
I burattini
sono importanti perché sono strumenti che agiscono impegnando tutta la sfera
comunicativa ed espressiva del bambino; sono una sua immagine speculare, dove
lui riconosce il proprio "essere corporeo". La figura umana viene
così reinterpretata trasferendo su questa tutte le possibilità comunicative,
talvolta inespresse nelle relazioni quotidiane.
La
"produzione verbale", il "drammatico teatrale" ... tutto il
complesso dei linguaggi, trovano una forma di espressione organica, sostenuti
dalla motivazione di animare una figura costruita direttamente.
Il gioco
dell'animazione infatti ha come fondamentale tappa, il gioco della costruzione.
La componente manipolativa dei materiali (spesso di recupero) per la
realizzazione della figura (burattino), è l'altro aspetto cardine di questa
didattica.
Questa forma
di teatro trova, rispetto alle altre, maggiore applicabilità nel contesto
scolastico, per la molteplicità degli strumenti e quindi per la sua
completezza.
Un aspetto determinante, per una perfetta rispondenza al contesto curricolare, è rappresentato dalla condizione che questa esperienza sia strettamente agganciata ai programmi e conseguenze di una scelta interdisciplinare degli insegnanti e, che questi, conducendo in prima persona il progetto, trovino con gli operatori esterni (esperti) un raccordo che permetta loro di espletare la specializzaz
ione e il ruolo di consulenti. Il ruolo degli operatori di Tieffeu
è perciò eminentemente tecnico e di supporto culturale ad una realtà con
dinamiche proprie e una propria capacità gestionale.
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FASI Dl
ATTUAZIONE DEL PROGETTO
Per l'attuazione del progetto sono previsti tre momenti:
il primo di contatto preliminare e organizzativo, il secondo di attuazione
attraverso i laboratori, il terzo e conclusivo "lo spettacolo/saggio" di fine anno,
successivamente è prevista una
verifica.
Il progetto è stato suddiviso in 3 fasi
- Fase 1 laboratorio sulla fiaba
- Fase 2 laboratorio di costruzione di maschere, costumi, figure
- Fase 3 il teatro e il teatro di figura
Si realizzerà In laboratorio con l'obiettivo: la prima fase riguarda la struttura della fiaba e il metodo per costruire ed inventare storie (Propp “Morfologia della fiaba” - Rodari –“Grammatica della fantasia”) attraverso conversazioni approfondite e tecniche gioco (con sussidi adeguati); la seconda ha come obiettivo la costruzione e l'uso di burattini, pupazzi, sagome ecc, ma anche la costruzione di maschere costumi e quanto di necessario per approntare azioni drammatiche. L'ultima fase è l'allestimento di uno spettacolo utilizzando le diverse tecniche teatrali che sono state scelte.
Il laboratorio si attrezzerà e funzionerà tenendo conto del livello di applicabilità delle tecniche teatrali o del teatro di figura.
L'esperienza
può strutturarsi come di seguito, apportando correzioni stabilite in base alle
diverse modalità operative concordate con gli insegnanti delle scuole
partecipanti.
FASE 1 Laboratorio sulla fiaba
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A) RICERCA E
ATTIVAZIONE DELLA MEMORIA INDIVIDUALE E DELLA CLASSE
-
racconto diretto
-
interviste - questionari - racconto
diretto
leggende del territorio
- racconto diretto -
interviste registrate, con questionario.
SCHEDA
QUESTIONARIO:
Chi era?
Dove era?
Cosa faceva?
Con chi (chi
era l’altro o chi erano gli altri)
Quando?
Perché?
Da dove
veniva?
Dove andava?
Cosa ha
detto la gente?
Come è
andata a finire?
B)
RICOSTRUZIONE DEL TESTO
1) Ricostruzione
integrale del testo con l’uso dei diversi materiali prodotti e delle diverse
possibilità comunicative (parola, disegni ecc.) introducendo il significato di
sequenza e il concetto spazio-tempo.
2)
Riracconto senza pretese di ricostruzione logica della struttura
spazio-temporale, facendo riferimento casuale ai materiali della memoria con
finalità manipolative del testo.
RIRACCONTO
ANIMATO
1) Con
suggestioni, visive e sonore, artificiali.
2)
Drammatizzazioni corporee, con evidenziazione di alcune tipologie
(buono-cattivo), in spazi strutturati come "luoghi fantastici".
3)
Gioco-dramma sulle situazioni della paura, della sicurezza - della scoperta
ecc.
MATERIALI PRODOTTI:
Cartelloni,
disegni, dipinti, sagome, ambienti scenografici, musiche.
C) ANALISI
DELLA STRUTTURA DEL RACCONTO
Struttura
spazio-temporale
TECNICHE
USATE: analisi e
destrutturazione del testo : -- Scomposizione del racconto in sequenze
- Fase
introduttiva - prologo
- Fase
centrale - apice
- Fase
finale - epilogo
La loro identificazione
- Colpo d'occhio
- Osservazione nel dettaglio - messa a fuoco (si avvicina - chi è?)
1) Aspetto
fisico descrizione dell'insieme corporeo (alto, basso, magro, grasso).
2) Come si
veste - dal vestito si coglie la classe sociale di appartenenza, il ruolo, il
sesso ecc.
3)
Particolarità evidenti: elementi peculiari che aiutano a identificare il
personaggio.
4) Carattere
- modalità comportamentali e relazionali
5) Il nome -
talvolta in relazione alla tipologia rappresentata
6) Il ruolo
- definito dal complesso degli elementi fisici e psicologici analizzati.
I LUOGHI
a) Lettura d'insieme
TECNICHE
USATE: LETTURA
ANIMATA tendente ad evidenziare la dimensione
- visuale -
senso-percettiva -
emozionale
b)
Comparazione con esperienze di vissuto personale relativo alla conoscenza di
quel luogo.
c) Analisi
del dettaglio e dei particolari significanti.
LE AZIONI
Causa
effetto del transito nel luogo, della permanenza e degli incontri - Interazioni
tra personaggi e modalità della comunicazione.
LE FUNZIONI
Identificazioni delle parti componenti fondamentali della fiaba, indipendenti
dall'identità dell'esecutore e dal mondo di esecuzione (Propp "Morfologia
della fiaba").
LE FUNZIONI IN
CHIAVE OBBLIGATA
Ricostruzione
della struttura della fiaba, evidenziando la sequenzialità obbligatoria delle
funzioni nella loro ragione antropologica, pedagogica e psicologica.
IL MOMENTO
FANTASTICO
L’identificazione
della componente fantastica come processo dì straniamento - estraendo la
vicenda delle azioni consuete (oggetto, luogo, fatto dove si concretizza
l'evento fondamentale della struttura.
Disegni,
ritratti, schede, carta di identità dei personaggi, illustrazioni dei luoghi.
D)
MANIPOLAZIONE DEL TESTO
Analisi e descrizione di alcuni elementi sia
fondamentali che marginali, usandoli come strumento per dilatare la storia
stessa.
TECNICHE
USATE:
Trasformazione di una fiaba in un'altra:
-
introduzione di un elemento nuovo in una fiaba nota
- Insalata
di favole
- Fiabe a
ricalco
- Lettura
sbagliata
- Fiabe a
rovescio
MATERIALI
PRODOTTI:
Nuove
storie raccontate, disegnate, drammatizzate.
E)
INVENZIONE Dl UNA NUOVA STORIA
- Carte in
favola
- giochi
con ritagli
- collages
in sequenze
- disegni
Invenzioni
usando le carte di Propp:
a) secondo
l'ordine delle funzioni
b)
stravolgendo l'ordine obbligatorio delle funzioni.
Testo e
testo illustrato, di una o più storie inventate.
FASE - 2 - Laboratorio di costruzione di maschere, costumi, figure
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-
Approntamento di uno spazio laboratorio.
- Raccolta,
catalogazione e immagazzinaggio di materiali poveri e di recupero (vedi scheda)
-
Progettazione dei personaggi come conseguenza dello studio precedente sulle
diverse tipologie presenti nella
fiaba.
Progettazione
e costruzione:
la testa
il corpo
Il costume
- Diverse
tipologie: burattini - marionette - pupazzi - marottes - sagome - sagome articolate
- sagome per ombre cinesi.
TECNICHE
USATE:
-
assemblaggio
- carta
collata
-
gommapiuma
- tecniche
miste
Si
costruiranno figure di facile realizzazione praticabili dai ragazzi.
FASE 3 -
Il teatro e il teatro di figura
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A)
Scrittura
scenica in orizzontale con schemi grafici che esemplificano la disposizione
delle sequenze (scene) In senso temporale che permette di agire in avanti o dl
tornare indietro
TECNICHE
USATE:
LA
SCRITTURA SCENICA
Schema di
partitura teatrale:
SCENA 1 SCENA 2 SCENA ecc.
Titolo della scena - Luogo -
Personaggi - Azione: cosa fanno. cosa dicono -tempo reale /Tempo di scena
NARRAZIONE O VOCE FUORI SCENA
Non si
scriveranno i dialoghi (battute) ma soltanto un canovaccio che specifica
l'argomento della discussione: X
ha detto questo, Y ha risposto questo.
La forma
compiuta del dialogo sarà basata sull'improvvisazione al momento dell'azione in
scena.
TECNICHE
USATE:
IL
CANOVACCIO il canovaccio è lo
schema essenziale della commedia, già suddiviso in scene ed atti, ma come
scarnificato delle parole, delle battute degli attori. Una traccia che consente
ai partecipanti alla rappresentazione teatrale di sapere con esattezza quando
devono entrare od uscire di scena, il « succo » di ciò che devono dire, ma che
li lascia liberi di improvvisare volta per volta i loro interventi.
* Questa
tecnica permette maggiori possibilità espressive, raggiunge i livelli del gioco
basandosi sulla naturalezza del linguaggio.
B) LO SPAZIO
SCENICO
La
conoscenza del teatro, come luogo e come funziona la sua meccanica.
TECNICHE
USATE:
La
scenografia e la scenotecnica
MATERIALI
PRODOTTI:
- fondali
dipinti
- sagome di
primo piano
- oggetti
di scena
- Gli
artifici teatrali :
-
realizzazione di semplici trucchi.
- Il
teatrino a scuola: realizzazioni di spazi provvisori per il teatro.
C)
- Struttura
della rappresentazione e rudimenti di drammaturgia e di regia
TECNICHE
USATE:
DRAMMATIZZAZIONE
E ANIMAZIONE
- I
caratteri (ogni personaggio si caratterizza in un certo modo)
- La
dizione (gioco delle voci, il lupo, la bambina; il cattivo, il buono)
- Tecniche
di animazione delle figure.
LA TECNICA
DELLA ANIMAZIONE:
Si useranno
materiali non strutturati, quali: due patate infilate in un dito che diventano
un lui e una lei. Ben sintetizza i passaggi necessari possibili in una
struttura teatrale semplice, senza recitato (muta) mettendo in evidenza
l'interazione tra i due personaggi in una "storia" in 6 fasi,
riprendendo i rudimenti di una tecnica animatoria in uso nella tradizione.
L'esempio
sotto descritto viene indicato per far comprendere l'importanza della
"animazione" capace di dare vita a qualsiasi cosa e il ruolo delle
mani nel "meccanismo" della rappresentazione, a questo vanno aggiunte
le voci impostate a seguito di uno studio sulla tipologia dei personaggi.
FASE
FINALE: LO SPETTACOLO
Dopo un
certo numero di sedute (prove), si rappresenterà uno spettacolo realizzato dai
ragazzi, questo sarà il prodotto finale del laboratorio. Tale fase è molto
importante perché premia l'impegno di un anno di lavoro, mettendo a confronto
l'esperienza del gruppo (classe) con altre classi invitate o con i genitori.
Quindi è una "comunicazione" che offre un prodotto teatrale, che va
al di là di questo, proponendo tutto il percorso di lavoro attraverso una mostra
di disegni, di cartelloni, di foto, di video ecc
E'
fondamentale questa occasione, anche e soprattutto per misurare i progressi
raggiunti dai ragazzi sul piano della espressione e della capacità di
linguaggio. E comunque è un importante momento di socializzazione e di
comunicazione rivolta all’esterno.